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La dermatite dell’orecchio è un disturbo fastidioso e più comune di quanto si pensi: può interessare il padiglione auricolare, la zona dietro l’orecchio e il condotto uditivo esterno, e ha la caratteristica poco simpatica di autoalimentarsi. Distinguere una dermatite da contatto da un eczema cambia il modo di affrontarla.
Il quadro tipico mette insieme quattro elementi, non necessariamente tutti presenti insieme:
Quando l’interessamento riguarda il condotto uditivo si possono aggiungere una sensazione di orecchio ovattato e, se si forma un accumulo di squame, una riduzione temporanea dell’udito.
È una reazione allergica scatenata da una sostanza con cui la pelle è entrata in contatto. Le cause più frequenti in questa sede sono due: la bigiotteria contenente nichel, che spiega perché il disturbo compaia spesso sul lobo e nei soggetti con orecchini, e i prodotti cosmetici come detergenti, shampoo, lacche e tinture per capelli, che colano sul padiglione e nel condotto durante il risciacquo.
Il vantaggio di questa forma è che ha una soluzione precisa: individuato l’allergene ed eliminato il contatto, il disturbo si risolve e non torna. È il motivo per cui vale la pena ricostruire con attenzione cosa si è usato nei giorni precedenti la comparsa.
Insorge invece spontaneamente, senza un innesco esterno identificabile, e si osserva più frequentemente in chi convive già con disturbi dermatologici come la psoriasi o la dermatite seborroica. In questo caso la gestione è di lungo periodo e passa dal controllo della condizione di base, che è un percorso da impostare con il dermatologo.
Qui sta il meccanismo che rende questo disturbo particolarmente ostinato. L’infiammazione accelera il ricambio cutaneo e porta a un accumulo di cellule morte che può arrivare a formare un vero e proprio tappo epidermico. Quel tappo ostacola l’ossigenazione e il nutrimento della pelle sottostante, che si infiamma ulteriormente: il prurito aumenta, si gratta, il grattamento danneggia la barriera cutanea e alimenta l’infiammazione. Il circolo si chiude su sé stesso.
È la ragione per cui interrompere il grattamento non è un consiglio di buona volontà ma il primo intervento reale.
Bastoncini cotonati e oggetti nel condotto. Non rimuovono le squame: le spingono in profondità, compattano il tappo e producono microlesioni sulla cute già fragile.
Detergenti aggressivi. Lavare più spesso e più energicamente sembra logico e peggiora le cose: la barriera lipidica cutanea è già compromessa e la detersione aggressiva la assottiglia ulteriormente.
Cortisonici presi di iniziativa propria. Possono avere un ruolo, ma lo decide il medico: usati a sproposito e a lungo assottigliano la cute e mascherano quadri che andrebbero visti.
Continuare a esporsi all’allergene. Nessun trattamento locale regge se ogni giorno si riespone la pelle alla sostanza che ha scatenato tutto.
Nell’ordine: individuare ed eliminare l’eventuale allergene; detergere con delicatezza e senza insistere sul condotto; asciugare accuratamente dopo doccia e nuoto, perché l’umidità residua favorisce il peggioramento; evitare il grattamento anche quando costa; mantenere idratata la cute del padiglione.
Per la zona del condotto uditivo esterno, dove la pelle è particolarmente sottile e delicata, esistono soluzioni otologiche a base di olio ozonizzato, formulate per un’azione lenitiva ed emolliente locale. Otizon di Fenix Life appartiene a questa categoria. Abbiamo approfondito quando ha senso ricorrervi e come si usa nella guida su ozono e orecchio.
Una dermatite dell’orecchio che persiste nonostante gli accorgimenti, che si estende, che si accompagna a dolore, secrezioni abbondanti o maleodoranti, febbre o calo dell’udito va valutata dallo specialista. Lo stesso vale se gli episodi si ripetono con regolarità: in quel caso il tema non è il singolo episodio ma la causa che li genera, e può richiedere test allergologici o la gestione di una condizione dermatologica di base.
I segni tipici sono prurito, sfaldamento e desquamazione della pelle, arrossamento e in alcuni casi secrezioni, a carico del padiglione auricolare, della zona retroauricolare o del condotto uditivo esterno. Quando è coinvolto il condotto possono comparire sensazione di orecchio ovattato e riduzione temporanea dell’udito.
La dermatite da contatto è una reazione allergica a una sostanza specifica, più spesso bigiotteria contenente nichel o prodotti cosmetici come shampoo, lacche e tinture: si risolve eliminando il contatto con l’allergene. L’eczema insorge spontaneamente e si osserva più spesso in chi ha psoriasi o dermatite seborroica, e va gestito nel lungo periodo insieme alla condizione di base.
Perché si autoalimenta: l’infiammazione accelera il ricambio cutaneo e fa accumulare cellule morte fino a formare un tappo epidermico che ostacola l’ossigenazione della pelle, aumentando l’infiammazione. Il grattamento danneggia ulteriormente la barriera cutanea e chiude il circolo. Interromperlo è il primo passo utile.