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Le infiltrazioni di acido ialuronico al ginocchio — tecnicamente chiamate viscosupplementazione — consistono nell’iniettare direttamente nell’articolazione una soluzione di acido ialuronico ad alto peso molecolare, con l’obiettivo di integrare o sostituire il liquido sinoviale nelle artropatie degenerative o meccaniche che causano dolore e mobilità ridotta. È un trattamento medico, non un integratore né una procedura fai-da-te: va eseguito da un ortopedico, un fisiatra o un altro specialista in ambito ambulatoriale o clinico.
Ha senso valutarle in caso di artrosi di ginocchio lieve-moderata con dolore e rigidità che limitano le attività quotidiane, quando altre misure conservative (movimento, controllo del peso, fisioterapia) non hanno dato risultati sufficienti, mentre non sono lo strumento giusto in presenza di un trauma acuto non ancora diagnosticato, un’infezione articolare in corso o un’artrosi molto avanzata, situazioni che richiedono prima di tutto una valutazione specialistica.
Il liquido sinoviale è il fluido naturale che lubrifica le articolazioni e ne assorbe i carichi meccanici; nell’artrosi, la sua quantità e qualità tendono a ridursi, con conseguente aumento dell’attrito tra le superfici articolari e comparsa di dolore e rigidità. L’acido ialuronico è un polisaccaride naturale, componente fondamentale del liquido sinoviale, con proprietà sia lubrificanti sia ammortizzanti. L’iniezione intra-articolare di acido ialuronico ad alto peso molecolare punta a ripristinare in parte la viscosità e l’elasticità del liquido sinoviale, con l’obiettivo di attenuare il dolore e migliorare la mobilità dell’articolazione trattata.
Le infiltrazioni di acido ialuronico vengono generalmente prese in considerazione nell’artrosi di ginocchio lieve-moderata, quando il dolore e la ridotta mobilità condizionano le attività quotidiane e le misure conservative di prima linea non sono state sufficienti. È una decisione che lo specialista prende valutando il quadro clinico complessivo — età, grado di degenerazione articolare visibile alle immagini diagnostiche, risposta a trattamenti precedenti — e non un trattamento standardizzato adatto a chiunque abbia un dolore al ginocchio.
È corretto essere trasparenti su un punto: l’evidenza scientifica sulla viscosupplementazione non è univoca. Alcune linee guida ortopediche internazionali, come quelle dell’American Academy of Orthopaedic Surgeons, hanno espresso cautela o addirittura una raccomandazione condizionata contraria all’uso routinario di acido ialuronico intra-articolare nell’artrosi di ginocchio, sulla base di studi con risultati eterogenei rispetto al placebo. Altre società scientifiche e molti specialisti nella pratica clinica continuano invece a utilizzarlo in casi selezionati, riportando benefici percepiti su dolore e funzionalità in un sottogruppo di pazienti. La sintesi più onesta è che la risposta individuale varia molto, che la selezione del paziente da parte dello specialista conta quanto o più della sostanza iniettata, e che non esiste una garanzia di efficacia valida per tutti.
La procedura viene eseguita in ambito ambulatoriale, generalmente in condizioni di asepsi per ridurre il rischio infettivo, con l’iniezione dell’acido ialuronico direttamente nello spazio articolare del ginocchio, talvolta guidata da ecografia per una maggiore precisione. Dopo l’infiltrazione è comune avvertire un lieve gonfiore o fastidio locale nelle ore successive, che di norma si risolve spontaneamente; lo specialista fornisce indicazioni specifiche su eventuale riposo relativo e ripresa graduale delle attività.
I protocolli variano a seconda della formulazione utilizzata: alcune prevedono un ciclo di più infiltrazioni distanziate di una settimana l’una dall’altra (tipicamente tre), altre un’unica somministrazione ad alta concentrazione. La scelta del protocollo, così come l’eventuale ripetizione del ciclo nel tempo, spetta allo specialista che ha in cura il paziente, sulla base della risposta clinica osservata e non di uno schema fisso applicabile a prescindere.
Nelle formulazioni per uso intra-articolare si distingue spesso tra acido ialuronico a basso, medio e alto peso molecolare (espresso in kilodalton, kDa): le formulazioni ad alto peso molecolare, ottenute generalmente per fermentazione batterica e non modificate chimicamente, sono quelle più vicine per caratteristiche reologiche al liquido sinoviale naturale di un’articolazione sana. Questo è uno dei parametri tecnici che uno specialista considera nella scelta del prodotto, insieme alla concentrazione e al volume della siringa preriempita.
È importante non confondere la viscosupplementazione con acido ialuronico per via orale, presente in alcuni integratori alimentari per il benessere articolare: si tratta di due approcci diversi, con meccanismi d’azione, evidenze e finalità distinte. L’infiltrazione intra-articolare agisce localmente e direttamente nello spazio articolare interessato, mentre l’assunzione orale punta a fornire per via sistemica alcuni dei “mattoncini” utili al mantenimento del tessuto connettivo nel tempo. Non sono alternative intercambiabili, e la scelta tra i due approcci — o l’eventuale combinazione — va discussa con il proprio medico.
Nelle 24-48 ore successive all’infiltrazione è generalmente consigliato evitare sforzi intensi, corsa o sport ad alto impatto sull’articolazione trattata, privilegiando invece attività leggere come una breve passeggiata, secondo le indicazioni specifiche fornite dallo specialista. In caso di gonfiore o fastidio locale può essere utile applicare del ghiaccio per brevi periodi, mentre va evitato di massaggiare o manipolare l’articolazione nelle prime ore. Il ritorno graduale alle normali attività, comprese quelle sportive, va concordato con lo specialista in base alla risposta individuale, e non è mai indicato riprendere attività intense “a sensazione” solo perché il dolore sembra migliorato nell’immediato.
Come ogni procedura medica invasiva, anche l’infiltrazione intra-articolare comporta dei rischi, generalmente contenuti ma da conoscere: dolore o gonfiore transitorio nel sito di iniezione, reazioni locali, e il rischio, raro ma da non sottovalutare, di infezione articolare se non vengono rispettate le condizioni di sterilità. È compito dello specialista valutare controindicazioni specifiche, come infezioni cutanee nell’area da trattare o allergie note ai componenti della formulazione, prima di procedere.
Dispositivo medico per infiltrazione intra-articolare
Joinart è il dispositivo medico Fenix Life a base di acido ialuronico 1,6% ad alto peso molecolare (>1500 kDa), ottenuto per fermentazione e non modificato chimicamente, sostituto del liquido sinoviale nelle articolazioni affette da artropatia degenerativa o meccanica, da somministrare esclusivamente tramite infiltrazione intra-articolare a cura di un medico.
È fondamentale essere chiari sui limiti di questo tipo di trattamento: non è un integratore da assumere autonomamente, non è indicato per traumi acuti non diagnosticati o infezioni articolari in corso, non arresta né inverte il processo degenerativo dell’artrosi e non sostituisce, quando necessario, un intervento chirurgico nei casi più avanzati. È un dispositivo medico per infiltrazione intra-articolare, da somministrare esclusivamente da personale sanitario qualificato dopo una valutazione specialistica, non un rimedio universale per qualunque dolore al ginocchio.
No. È una procedura medica che deve essere eseguita da un ortopedico, un fisiatra o un altro specialista, in condizioni di sterilità e dopo una valutazione clinica adeguata.
Dipende dal protocollo e dalla formulazione: alcuni prevedono un ciclo di tre infiltrazioni settimanali, altri un’unica somministrazione. La scelta spetta allo specialista in base al quadro clinico.
No. Le linee guida internazionali non sono concordi: alcune esprimono cautela sull’uso routinario, mentre molti specialisti continuano a utilizzarle in casi selezionati con benefici riportati su dolore e mobilità. La risposta individuale varia.
No. L’infiltrazione agisce localmente nell’articolazione, mentre l’acido ialuronico assunto per via orale ha un meccanismo e una finalità diversi. Non sono approcci intercambiabili.
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