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Influenza intestinale: come intervenire

influenza intestinale

L’influenza intestinale è un’infiammazione gastrointestinale causata soprattutto da virus e talvolta da batteri e parassiti. Colpisce normalmente solo lo stomaco e l’intestino, in alcuni casi anche l’apparato respiratorio. Il sintomo caratteristico dell’influenza intestinale è la diarrea acuta, accompagnata, in base al microrganismo responsabile, da altri sintomi come nausea, vomito, crampi addominali, gonfiore, flatulenza e febbre. Spesso la diarrea può comportare una consistente perdita di liquidi e nei casi gravi un’importante disidratazione. La perdita di liquidi e di elettroliti associata alla gastroenterite può essere poco più di un semplice inconveniente per un adulto in buona salute ma può essere molto grave per una persona che non è in grado di sopportarne lo stress (per esempio soggetti anziani o molto giovani, soggetti debilitati o con certe malattie concomitanti).

I microrganismi responsabili sono generalmente virus (Rotavirus, Adenovirus, Norovirus), in alcuni casi possono essere batteri (Salmonella, Shigella, Staphyloccous aureus, Escherichia coli enterotossica). La trasmissione si verifica attraverso mani e oggetti contaminati portati alla bocca.

Nelle infezioni virali, più frequenti, i virus infettano gli enterociti, le cellule che compongono l’epitelio del piccolo intestino. Nelle infezioni batteriche si ha invece  produzione di enterotossine  con distruzione della mucosa intestinale.

I sintomi possono apparire da poche ore a pochi giorni dall’infezione. La sintomatologia persiste generalmente per 2-3 giorni, in alcuni casi anche 10 giorni e normalmente si risolve spontaneamente senza necessità di terapia antibiotica.

Cardine della terapia della diarrea acuta infettiva è il ripristino delle perdite idriche ed elettrolitiche attraverso l’integrazione di soluzioni saline reidratanti. In alcuni casi, specie in soggetti più sensibili, si ricorre a farmaci sintomatici che riducono il vomito e la nausea e alleviano il dolore addominale.

Per quanto riguarda l’alimentazione, il cibo solido andrebbe introdotto solo dopo la scomparsa del vomito (esempio fette biscottate, riso, alimenti facilmente digeribili come purea di mele e carote).

La sintomatologia che accompagna l’influenza intestinale è correlata ad un’alterazione strutturale della parete intestinale e ad un’alterazione del microbiota intestinale (l’insieme dei microrganismi che popola l’intestino), con una riduzione di specie batteriche benefiche, in particolar modo Lattobacilli e Bifidobatteri.

Il microbiota ha un importante impatto sulla salute. Svolge numerose funzioni tra cui:

  • funzione metabolica: produzione vitamine, fermentazione di carboidrati, assorbimento di ferro, calcio e magnesio;
  • funzione di difesa: impedisce l’ingresso e la diffusione di patogeni;
  • funzione immunomodulante, di scambio di informazioni tra l’intestino e il sistema immunitario;
  • funzione neuroendocrina: produce ormoni e altre sostanze che comunicano con il cervello.

 

Nel momento in cui si ha un’alterazione del microbiota intestinale, tutte queste funzioni vengono compromesse. Pertanto, durante un’influenza intestinale e nelle settimane successive alla guarigione sarebbe opportuno assumere dei probiotici. I probiotici sono dei microrganismi vivi che, se assunti in quantità adeguate, proteggono e favoriscono le difese dell’ospite. Secondo il Ministero della Salute il quantitativo ideale per apportare un beneficio all’ospite è di almeno 1 miliardo di cellule vive al giorno. Da considerare, inoltre, che ogni ceppo probiotico ha delle caratteristiche e delle funzioni ben specifiche, per questo ceppi diversi agiscono in modo diverso sull’ospite-essere umano.

I probiotici, per lo più Lattobacilli e Bifidobatteri, agiscono direttamente sul riequilibrio del microbiota intestinale andando ad inibire la crescita di batteri patogeni, abbassando il pH intestinale (attraverso la produzione di acido lattico e rendendo quindi l’ambiente sfavorevole alla crescita dei microrganismi opportunisti che normalmente necessitano di pH alcalini), e andando a competere con i microrganismi opportunisti sia per nutrienti che per siti di adesione.  I probiotici esercitano anche un’azione procinetica e migliorano il transito intestinale.

Un’altra sostanza utile per il ripristino della normale funzionalità intestinale è l’acido butirrico che agisce da stimolatore energetico esercitando un’azione protettiva sia sul microbiota intestinale (stimolando la crescita di batteri benefici) che sull’epitelio intestinale (rafforzando la funzione di barriera dell’intestino). E poi esistono tutta una serie di sostanze dette prebiotici (alcuni polisaccaridi e il lattulosio ne sono un esempio) ovvero sostanze non digeribili che una volta raggiunto l’intestino agiscono come nutrimento per i batteri benefici stimolandone la crescita. Vengono definiti simbiotici quei prodotti contenenti sia i probiotici che i prebiotici e attualmente rappresentano i prodotti più completi ed efficaci per il benessere dell’intestino.

 

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