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Reflusso acido o non acido: come trattarlo

Reflusso

La malattia da reflusso è una condizione in cui si verifica la risalita del contenuto gastrico nell’esofago, causando una serie di sintomi che influenzano lo stato di salute fisico e psichico dell’individuo. I sintomi più tipici sono la pirosi (sensazione di bruciore retrosternale), il rigurgito acido, il dolore toracico a cui si aggiungono disturbi del sonno e alterazioni psichiche. La malattia da reflusso può essere accompagnata o meno da erosione della mucosa esofagea.

L’esordio e l’acuirsi della malattia da reflusso possono essere legati a vari  fattori: stress, fumo, alcool, obesità, familiarità, assunzione di alcuni farmaci, in particolar modo antinfiammatori.

Quando si parla di malattia da reflusso bisogna distinguere due tipi di reflusso: il reflusso gastro-esofageo che si verifica quando i succhi gastrici refluiscono nell’esofago e il reflusso laringo-faringeo quando ad essere coinvolte sono le alte vie aeree, la laringe e la faringe. La sintomatologia del reflusso laringo-faringeo include la raucedine, muco denso e abbondante, irritazione cronica della gola, schiarimento cronico della gola, tosse secca e persistente, disfonia, alitosi, otiti ricorrenti ed erosione dentale.

Esiste anche un terzo tipo di reflusso, non acido, il reflusso biliare, caratterizzato dalla risalita della bile (sostanza verde-giallastra prodotta dal fegato e conservato nella cistifellea e con funzione digestiva) dall’intestino allo stomaco e in alcuni casi nell’esofago. I sintomi più comuni del reflusso biliare sono il dolore e il bruciore addominale, la sensazione di amaro in bocca e in alcuni casi nausea e vomito di colore  verde-giallastro.

I farmaci attualmente più prescritti dal medico per il trattamento da reflusso sono gli inibitori di pompa protonica (omeprazolo, esomeprazolo, pantoprazolo, rabeprazolo) che inibiscono la produzione di acido cloridrico nello stomaco. Circa il 30% dei soggetti che soffrono di reflusso però risponde parzialmente o non affatto all’inibitore di pompa protonica. Tra l’altro, l’uso prolungato degli inibitori protonica  può rendere più suscettibili ad infezioni gastro-intestinali, ridurre l’assorbimento di ferro, calcio e magnesio. Da qui la necessità di periodi di sospensione.

Oltre ai farmaci, il controllo del reflusso (specie quello acido) prevede una serie di misure mirate a modificare abitudini e stili di vita (dal controllo dell’alimentazione con l’eliminazione o limitazione di alcuni alimenti, al controllo del peso, all’eliminazione del fumo e dell’alcool, al dormire con la spalliera del letto sollevata).

Attualmente in commercio sono disponibili dei prodotti di supporto agli inibitori di pompa protonica in grado di controllare in maniera più veloce la sintomatologia che accompagna il reflusso. Si tratta di protettori mucosali antireflusso, con una composizione tale da proteggere la mucosa gastro-esofagea e laringo-faringea dalle lesioni provocate dalla risalita degli acidi, e da impedire la stessa risalita degli acidi dallo stomaco. Le sostanze in grado di svolgere questa funzione sono normalmente:

  • l’acido ialuronico con azione lenitiva e rigenerativa, la gomma di xantana e il plasdone K90 che aderiscono alla superficie della mucosa trattenendo acqua e formando una pellicola protettiva che da sollievo alla mucosa irritata.
  • l’alginato di magnesio o di sodio, una sostanza estratta da un’alga che appena entra a contatto con l’ambiente acido dello stomaco solidifica formando il raft, una barriera che meccanicamente impedisce la risalita degli acidi dallo stomaco. L’alginato di magnesio, rispetto all’alginato di sodio risulta più sicuro nei pazienti con ipertensione e patologie cardiovascolari sottoposti ad una dieta povera di sodio.
  • il magaldrato, una sostanza utile sia nel reflusso acido che biliare, in grado di neutralizzare non solo gli acidi ma anche la bile (riscontrabile nei casi di reflusso biliare).

 

I protettori mucosali antireflusso vanno sempre assunti dopo i pasti o prima di coricarsi, prestando attenzione a non bere e non mangiare subito dopo per garantire al prodotto di aderire e mantenere il proprio effetto protettivo a lungo.

Esistono varie formulazioni, dallo stick alle compresse masticabili.

Sebbene molti di questi prodotti non necessitano di ricetta medica, è sempre preferibile chiedere il parere del medico e farsi consigliare i tempi di somministrazione più opportuni.

 

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