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Otite esterna: cause e rimedi

Otite esterna

Con l’avvicinarsi dell’estate e con la maggiore frequentazione di spiagge e piscine si potrebbe andare incontro ad un’otite esterna.

L’otite esterna è un’infezione che colpisce l’orecchio esterno ovvero la parte dell’orecchio che comprende il padiglione auricolare e il condotto uditivo esterno fino ad arrivare alla membrana timpanica (questa in parte condivisa anche con l’orecchio medio).

L’infezione può avere sia origine batterica che micotica (quest’ultima meno frequente però più difficile da eradicare). La batterica è causata per lo più da Pseudomonas aeruginosa o da Staphyloccoccus aureus mentre quella micotica da Aspergillus niger o Candida albicans.

Alcuni fattori possono predisporre all’insorgenza di otiti esterne:

  • sport acquatici: l’introduzione di acqua nell’orecchio crea un microclima umido, ideale per la proliferazione di microrganismi. Famosa è l’otite del nuotatore;
  • alterazioni morfologiche dell’orecchio, per esempio presenza di un condotto uditivo stretto;
  • norme igieniche non appropriate: uso del cotton fioc che può causare microlesioni dell’orecchio;
  • allergie: eczemi e dermatiti;
  • uso di tappi per le orecchie e apparecchi acustici (in particolare se non puliti correttamente o di dimensioni inadeguate);
  • ingresso di sostanze irritanti, come lacche o tinture per capelli nell’orecchio.

 

Il problema si accentua in estate con la frequentazione di piscine sovraffollate soprattutto laddove gli impianti di depurazione non sono particolarmente efficienti a contrastare la carica batterica e fungina. Se non presente un’adeguata manutenzione, facilmente si può entrare a contatto con il biofilm, la sottile pellicola di microrganismi che si forma ai bordi delle piscine e che può rappresentare un importante veicolo di trasmissione di infezioni, soprattutto dell’orecchio.

L’otite esterna si manifesta con dolore intenso che acuisce con la palpazione dell’orecchio, con rossore e gonfiore accompagnato spesso dalla sensazione di orecchio tappato. In alcuni casi possono comparire secrezioni sierose o pirulente, a seconda del batterio responsabile dell’infezione.

In presenza di un’otite esterna, accertata dopo l’esame obiettivo da parte di un medico, si interviene con una cura farmacologica che prevede, nella maggior parte dei casi, gocce auricolari (raramente farmaci a somministrazione orale), a base di un antibiotico o di un antimicotico (a seconda l’infezione sia provocata da un batterio o fungo) e di un cortisonico che agisce sull’infiammazione e sul dolore.

Otite Esterna e Ozono

Un valido ausilio nel trattamento delle otiti esterne potrebbero essere le gocce auricolari a base di olio ozonizzato, come terapia complementare a quella standard, da instillare nell’orecchio qualche minuto prima del farmaco prescritto, al fine di potenziare gli effetti di quest’ultimo e accelerare i tempi di guarigione.

Le gocce auricolari a base di olio ozonizzato potrebbero essere utili anche nella prevenzione, in tutti quei soggetti che tendono a soffrire di otiti esterne ricorrenti (un esempio chi pratica sport acquatici).

L’olio ozonizzato è un composto formato da ozono e da olio di semi di girasole o di oliva (dipende dal prodotto). Questo legame è necessario al fine di stabilizzare l’ozono (renderlo attivo) e favorirne una maggiore penetrazione cutanea, cosa che non sarebbe possibile se si utilizzasse l’ozono nella sua forma pura gassosa.

Le gocce auricolari a base di olio ozonizzato rappresentano una novità in ambito otorinolaringoiatrico sebbene basati su proprietà ormai note da anni dell’ozono. Prima tra tutte la proprietà antimicrobica, cioè la capacità dell’ozono di bloccare la proliferazione di batteri e funghi ed impedire l’insorgenza e l’acutirsi di otiti esterne. L’ozono è infatti in grado di penetrare nel microrganismo destabilizzandolo sia dal punto di vista strutturale che funzionale fino a provocarne la morte. Altro aspetto interessante dell’ozono è che, a differenza dell’antibiotico, non crea resistenze, cioè meccanismi di difesa che il patogeno, batterio o fungo, escogitano per “sfuggire” all’attacco del farmaco rendendo quest’ultimo inefficace.

L’ozono ha anche un’azione antinfiammatoria, utile nella gestione del rossore e del dolore e un’azione riepitelizzante, cioè di  risanamento della pelle laddove presenti microlesioni (provocate per esempio dal grattamento in caso di prurito o dall’utilizzo del cotton fioc). Azione che renderebbe le gocce auricolari a base di ozono utili anche nel caso di eczemi o dermatiti dell’orecchio esterno di vario genere e in chi porta apparecchi acustici.

Ultimo aspetto dell’ozono, non meno importante, è l’elevata tollerabilità cutanea, resa possibile in alcune formulazioni auricolari dalla presenza dei liposomi, delle nanoparticelle che inglobano l’ozono nella sua forma di olio ozonizzato, rendendolo facilmente assorbile a livello cutaneo e che al tempo stesso idratano la pelle, rendendone possibile l’utilizzo anche nei soggetti più sensibili.

 

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