Menopausa: una nuova stagione per la donna

menopausa

Uno dei momenti fondamentali della vita di una donna è sicuramente la menopausa.  La menopausa segna una nuova era, la fine dell’età fertile. Ufficialmente si entra in menopausa con la scomparsa del ciclo mestruale da almeno 12 mesi. Questo è dovuto alla cessazione dell’attività delle ovaie e alla conseguente diminuzione degli estrogeni. La menopausa avviene fisiologicamente tra i 45 e i 55 anni, con una media di 51 anni in Italia.

Il calo di estrogeni comporta inevitabilmente una serie di cambiamenti sia fisici che psicologici nella donna:

  • comparsa di vampate di calore causate da alterazioni della termoregolazione, con aumento della vasodilatazione e maggiore afflusso di sangue sulla parte superiore del corpo e del volto.
  • Maggiore sensibilità ad infezioni urinarie come vaginiti e cistiti ricorrenti, a causa di alterazioni della flora batterica intestinale e del pH vaginale. In età fertile, l’azione estrogenica rende le mucose ipertrofiche e ricche di glicogeno, situazione favorevole alla crescita di batteri benefici come i lattobacilli. I lattobacilli rendono il pH vaginale acido, intorno a 4.4 e sfavorevole alla crescita di microrganismi patogeni. In menopausa, col calo di estrogeni, la mucosa diventa atrofica e con scarsa presenza di glicogeno, i lattobacilli diminuiscono e il pH vaginale diventa sempre meno acido, fino ad arrivare a livelli neutri (7) o addirittura alcalini favorendo la sopravvivenza di batteri e miceti.
  • Secchezza vaginale legata alla riduzione dell’elasticità ed assottigliamento della mucosa genitale e fastidi durante i rapporti sessuali.
  • Indebolimento osseo.  Gli estrogeni svolgono un ruolo cruciale nella formazione e nel mantenimento del tessuto osseo: promuovono il riassorbimento di calcio a livello renale e intestinale e tutta una serie di fattori che favoriscono il deposito di calcio a livello scheletrico. Con la menopausa si assiste ad una perdita della massa ossea del 2-3% l’anno, all’aumento dell’attività degli osteoclasti (cellule deputate al disassemblaggio del tessuto osseo). Questo comporta alterazioni strutturali a livello osseo con maggiore fragilità e suscettibilità a cadere e fratturarsi.
  • Tendenza a prendere peso ed alterazioni metaboliche: aumento delle lipoproteine a bassa intensità (LDL) e dei trigliceridi (TG) e riduzione delle lipoproteine ad alta intensità (HDL).

Come intervenire?

Laddove non si può o non si vuole intervenire con una terapia ormonale sostitutiva (che ad ogni modo andrebbe concordata col ginecologo) si può ricorrere a dei rimedi naturali e tra questi i più utilizzati e accreditati dal punto di vista scientifico sono i fitoestrogeni.

I fitoestrogeni sono sostanze vegetali in grado di legare i recettori estrogenici. Si dividono in flavonoidi e non flavonoidi. Tra i flavonoidi, gli isoflavoni, rappresentati principalmente dalla genisteina e daidzeina, sono presenti principalmente nei legumi come soia, fagioli, lenticchie.

Gli isoflavoni sono molecole con una struttura chimica molto simile a quella degli estrogeni femminili anche se il loro legame ai recettori è più debole rispetto a quello degli estrogeni endogeni: la genisteina, per esempio, l’isoflavone più studiato, ha un’attività estrogenica pari a 1/1000. Ciononostante, in una situazione di ridotta presenza o assenza di ormoni femminili, come nella menopausa o in donne isterectomizzate (rimozione dell’utero), gli isoflavoni riescono comunque a produrre effetti estrogenici sufficienti a prevenire l’insorgenza dei tipici disturbi della menopausa. In particolar modo, gli isoflavoni di soia sono risultati efficaci nel diminuire l’intensità delle vampate e il numero delle sudorazioni notturne, con un indiscutibile beneficio per la qualità della vita delle donne trattate. Gli studi dimostrano che l’assunzione di genisteina, ad un dosaggio di almeno 18.8 mg al giorno, possa ridurre in modo consistente la frequenza delle vampate di calore. Gli isoflavoni, se assunti regolarmente, rallentano la perdita di massa ossea e migliorano il metabolismo regolarizzando sia la pressione che il colesterolo nel sangue.

Sebbene molecole sicure esistano delle situazioni in cui è controindicato l’utilizzo di isoflavoni o necessaria l’osservazione medica:

  • tumore ormone-dipendente
  • assunzione di estrogeni o estroprogestinici
  • funzionalità tiroidea compromessa

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